*red is my favorite colour

*red is my favorite colour

"Cinema Grattacielo" trailer & deleted scene




Soggetto e regia: Marco Bertozzi
Montaggio: Ilaria Fraioli
Musiche: Giorgio Fabbri Casadei (con la partecipazione speciale dei Rangzen)
Animazioni: Alessia Travaglini
Immagini: Marco Bertozzi (con il contributo di Simone Felici, Davide Montecchi, Massimo Salvucci, Francesco Scarpa)
Voce del grattacielo: Ermanno Cavazzoni
Missaggio suono: Clovis Gouaillier
Color correction: Mauro Vicentini
Titoli in animazione: Leonardo Sonnoli e Irene Bacchi
Fotografie: Chico De Luigi, Claudio Cardelli e Massimo Salvucci
Web-designer: Raffaella Vaccari
Grafica manifesto: Stefano Tonti
Produttore delegato: Luca Ricciardi
Coordinamento produttivo e comunicazione: Anna Gradara
Produzione: Associazione Condominium - Archivio audiovisivo del movimento operaio e democratico - Altreforme. Con la partecipazione degli uomini e delle donne del grattacielo.

"Pop Art interiors, psychic drifting and the myths of mass tourism seen from the Rimini Skyscraper, one of the symbolic buildings of the city. 100 metres tall, inaugurated in 1959 as an icon of a small town that was being transformed into a beachfront metropolis, the building, considered by some an eco-monster and by others as a technological paradise, today is a vertical neighbourhood, inhabited by people from about 20 different countries. Its humanity and landscape are examined in the first person by one of its residents, in an open dialogue with the skyscraper its self. An autobiographical reflection which ask questions about the very form of the contemporary documentaries."
--------------------------------------------------------------------
"Gli interni pop, le derive psichiche, i miti della vacanza di massa visti dal Grattacielo di Rimini, uno degli edifici simbolo della città. Alto 100 metri, inaugurato nel 1959 quale icona di una cittadina che si stava trasformando in metropoli balneare, considerato da alcuni un ecomostro e da altri un paradiso tecnologico, oggi è un quartierone verticale abitato da una ventina di nazionalità differenti. La sua umanità e i suoi paesaggi sono scrutati in prima persona da uno dei suoi abitanti, in dialogo aperto con il grattacielo stesso. Una riflessione autobiografica che si interroga sulle forme del documentario contemporaneo."